Tenere duro, fra speranza e paura

02 ottobre 2020 | Posted by Assistenza | No Comments

L’autunno è arrivato, e con ii primi freddi, torna anche lo spauracchio di una risalita dei contagi. Anche se non lo manifestiamo più di tanto, si fa largo in noi il timore di ripiombare nell’incubo delle sirene delle ambulanze che si rincorrono nelle città deserte, di dover nuovamente abbassare le saracinesche dei nostri negozi.

Ma è solo un’ombra che non deve coprire la luce. La sensazione, infatti, è che il virus possa fare ancora qualche danno, ma che non può aggredirci con la stessa energia. E se anche si renderà necessaria qualche restrizione, non potrà durare per mesi. Comunque sia, questa volta non possiamo farci trovare impreparati, né dal punto di vista sanitario, né tanto meno da quello economico.

A questo proposito, un aiuto ci viene senza dubbio dalle nuove tecnologie, soprattutto per quanto riguarda le comunicazioni e il commercio. Le conferenze online, prima riservate a una nicchia di utilizzatori, sono diventate il pane quotidiano in ogni attività, dalla Scuola al lavoro, dalla comunicazione familiare al tempo libero. Persone che fino a un anno fa facevano fatica a navigare in rete, oggi padroneggiano software e app dai nomi un tempo impronunciabili.

Il commercio online, anch’esso prima del Covid praticato per lo più dalle fasce più giovani della popolazione, ha coinvolto per necessità un’ampia fetta di consumatori. Anche se, va detto, non appena si è potuto tornare a frequentare liberamente le strade delle nostre città, il commercio al dettaglio ha ripreso immediatamente ad attirare la sua tradizionale fetta di utenza. Fortunatamente!

Va detto che la tecnologia, nei momenti più difficili, ha fatto la loro parte, mostrando il suo volto più umano, o quanto meno quello più amichevole.

Se ora qualcuno ci dice che nulla sarà più come prima, mente. È giusto, anzi, è necessario tenere vive le normali modalità di lavoro, di comunicazione, di interazione. Ciò malgrado, potrebbe tornarci utile aver conosciuto da vicino le potenzialità delle nuove tecnologie, anche nel caso auspicabile di una pronta e totale uscita dall’emergenza sanitaria.

L’esperienza dei mesi che abbiamo alle spalle ci ha insegnato che, nel momento del bisogno, la tecnologia può essere al nostro fianco: un computer connesso alla rete, uno smartphone, un tablet possono aiutarci a salvare vite, ma anche sostenerci nel lavoro e nel commercio. Anche grazie alle nuove conoscenze possiamo tutti guardare al futuro con qualche preoccupazione, ma anche con fiducia.

Il tuo mercatino è ancora off-line?

01 settembre 2020 | Posted by Assistenza | No Comments

Se il tuo mercatino dell'usato ha sede in Lombardia e non è ancora uscito dalle "acque territoriali" e credi che possa affacciarsi al grande mare del web, cogli l'occasione offerta da "E-commerce 2020 - Nuovi mercati per le imprese lombarde", il bando attraverso il quale Regione Lombardia e le Camere di commercio lombarde si propongono di sostenere le piccole e medie imprese che intendono sviluppare e consolidare la propria posizione sui mercati tramite lo strumento dell’E-commerce.

Il tuo mercatino propone "pezzi unici" appetibili al mercato globale? Passa a My2Hand, il gestionale per i mercatini dell'usato che, a fronte di un piccolo canone, ti offre un catalogo online perfettamente allineato con l'attività di negozio.

Il bando di Unioncamere è un'ottima occasione per espandere il commercio del tuo mercatino: in gioco vi è un finanziamento del 70% rispetto a un investimento minimo di 4.000 €  che ti consentirebbe di approdare al commercio online a un costo di un terzo del costo effettivo!

Non esitare, perché l'occasione è ghiotta ma il etmpo a disposizione è limitato: le domande di accesso al bando devono essere infatti presentate entro l'11 settembre 2020 (esclusivamente in modalità telematica con firma digitale).

Ci mancava il Coronavirus!

03 aprile 2020 | Posted by Assistenza | No Comments

Ci mancava il Coronavirus! In un contesto economico già di per sé depresso, gli effetti di una nuova crisi socioeconomica non tarderanno a farsi sentire; nel Bel Paese, ma un po' in tutto il mondo.

I treni viaggiano vuoti. Sulle carrozze di Italo manca l'80 per cento dei passeggeri abituali. Su quelle di Trenitalia le cose vanno solo leggermente meglio; o per dirla tutta, meno peggio.

Ma la cosa riguarda tutti. Negli Stati Uniti, a Denver, la più grande riunione mondiale di fisici ed astronomi, con 11.000 invitati, è stata cancellata appena 36 ore prima del discorso di benvenuto.

A Codogno, uno dei focolai del contagio, una fabbrica di elettronica per auto ha azzerato la produzione a causa della quarantena. Di conseguenza rischiano di fermarsi le fabbriche Fiat, Renault, Peugeot, BMW.

Sono solo spot in ordine sparso che illustrano la paralisi che l'emergenza Coronavirus sta causando nel sistema economico.

Una volta superata l'emergenza sanitaria, che viene prima di tutto, dovremo fare i conti con delle vacche molto magre, a quanto pare...

Una crisi diversa

Ma la crisi, questa volta, è differente. Non è una crisi come quella del 2007-2008, legata ai mutui subprime. Ricorda piuttosto l'austerità petrolifera degli anni '70.

Gli economisti dicono, infatti, che è una crisi di offerta, non di domanda.

Vuol dire che, in questo momento, non mancano i soldi. Mancano i compratori, perché la gente preferisce stare a casa: non va al ristorante, disdice le vacanze programmate, non va a fare shopping. E mancano, o mancheranno presto, un bel po' delle cose da comprare, perché pure chi le fabbrica sta a casa e non va a lavorare. Anche l'economia è in quarantena e questo cambia tutto.

In attesa delle misure straordinarie promesse dal governo possiamo però cercare di mettere a frutto le opportunità che ogni crisi mette a disposizione.

Una crisi economica è il momento giusto per mettere in discussione un sistema economico. Non si può negare che l'economia degli ultimi decenni, dominata dalle logiche dell'alta finanza, ha prodotto profondi guasti e accentuato le diseguagliane socioeconomiche. Sono in molti ormai a pensare che un'economia fondata sulla necessità di una crescita senza fine ci porterà al disastro. Qualcuno vede addirittura nel fatto che questo virus si è propagato a partire dalla Cina, la nazione che più di tutte ha contribuito ad alimentare il consumo globalizzato, un segnale in qualche modo trascendente.

Dal consumismo al consumo responsabile

L'alternativa esiste: si tratta di non produrre più beni e prodotti "usa e getta", ma puntare sul riutilizzo e sulla "ricarica". Acquistiamo solo quello che si è esaurito e tutto il resto lo riutilizziamo o lo cediamo a chi ne è interessato.

Si tratta di cambiare mentalità, il che non è facile. E' almeno da 40 anni che il marketing spinge verso il consumo compulsivo. Ma, in momenti di crisi e alla luce delle fondate preoccupazioni per l'ambiente, cambiare abitudini è il minimo che possiamo fare. E la crisi, creando nuove necessità (innanzi tutto al risparmio), ci può dare una mano.

La vecchia radio della nonna non soddisfa più le nostre esigenze? Se funziona ancora, non rottamiamola! Mettiamola nel baule dell'auto insieme a tanti altri prodotti di casa caduti in disuso e andiamo a una delle tante fiere dell'usato che si svolgono su e giù per lo stivale. Trascorreremo alcune ore piacevoli a chiacchierare con le persone, magari raccontando la storia del trenino elettrico del quale ci stiamo sbarazzando. E alla fine della giornata il guadagno potrebbe anche essere interessante.

E se diventasse un lavoro?

Perché no? I mercatini dell'usato sono in forte ascesa, e le crisi che vanno succedendosi non fanno che farne lievitare l'interesse. Si tratta non più solo di vendere i propri oggetti, ma di proporsi come intermediari "specialisti" nel ritirare e vendere in conto terzi gli oggetti usati altrui.

I mercatini operanti sul territorio svolgono una funzione meritevole, perché rispondono all'esigenza che il mercato ha di cose vecchie ma in buono stato. Quasi sempre i prodotti realizzati qualche anno fa presentano una qualità di fattura molto superiore ai manufatti dell'attuale mercato del nuovo.

Anche per questo non sono pochi i cultori dell'usato, anche in ambiti personali come l'abbigliamento.

L'indumento usato è meno convenzionale, è fatto meglio, è più "cool"...

WhatsApp: un canale per il tuo business

09 gennaio 2020 | Posted by Assistenza | No Comments

La grande diffusione di WhatsApp non deve sorprendere: poter comunicare in tempo reale tramite messaggi, condividere file audio e video e parlare a costo zero (sempre a patto di avere una connessione) sono caratteristiche troppo appetibili per passare inosservate, anche all'utente meno tecno-dipendente.

Non a caso sono ormai circa un miliardo e seicento milioni gli utenti attivi che hanno installato quest’applicazione nel loro dispositivo mobile (dati del 2019). Un vero e proprio successo planetario!

Ma si può usare WhatsApp a fini commerciali o aziendali?

Sebbene dal 2015 sia disponibile anche una versione web per computer, si tratta di un servizio ideato per lo smartphone. Dal 2014 consente di ffettuare chiamate verso altri telefoni dotati dello stesso servizio, sfruttando la tecnologia VoIP, proponendosi così come alternativa alle chiamate con i provider di telefonia mobile a pagamento.

Tutti i servizi di WhatsApp (invio di messaggi di testo, invio di file e chiamate) si appoggiano alla connessione internet e di conseguenza agli utenti non vengono addebitati costi di utilizzo (oltre quello del canone del fornitore mobile); per questo, in assenza di una rete internet (gratuita o a pagamento), l’applicazione non può essere operativa.

Cos’è WhatsApp Web

WhatsApp Web è un sito web che consente di sincronizzare PC e smartphone in modo da visualizzare sullo schermo del computer i messaggi ricevuti sul dispositivo mobile. In pratica, dall'interfaccia web è possibile usare la messaggistica utilizzando comodamente la tastiera del PC/Notebook.

Per attivare questo servizio occorre selezionare “WhatsApp Web” dalle impostazioni dello smartphone e fotografare il codice QR dal pc visualizzato sul sito web.whatsapp.com; attraverso questa procudera si potrà avviare la sincronizzazione pc-smartphone in maniera immediata.

Il vantaggio di questa soluzione è dato dal fatto che si potranno condividere liberamente tutti i file contenuti nel computer, inviando questi contenuti come se si stesse utilizzando lo smartphone.

Usare WhatsApp per il business

Sebbene questa applicazione sia diffusa soprattutto per finalità prevalentemente ricreative, è bene sapere che può essere utilizzata proficuamente anche in ambito lavorativo, specialmente se si gestisce un’attività che richiede la relazione diretta con la clientela.
Il suo punto di forza è sicuramente l’immediatezza del servizio e la facilità con la quale si possono scambiare informazioni e materiali digitali.
Una delle funzioni più utili è quella che consente di comunicare con più utenti via chat, soluzione idonea per chi vuole gestire un team in modo pratico e veloce da remoto e per chi deve pianificare degli eventi.
A partire del menù “chat”, è possibile selezionare l’opzione “nuovo gruppo” per includere più utenti nella stessa conversazione. In questo modo, si potranno organizzare delle conferenze di lavoro in tempi rapidi, inviando inoltre documenti e file con pochi gesti delle dita sullo schermo dello smartphone.

WhatsApp e marketing

Nell’era della comunicazione digitale, i social rappresentano un canale essenziale per la diffusione del proprio business. La popolarità di WhatsApp consente di utilizzare questo canale sia per finalità di customer care, sia per attività promozionali di prodotti e servizi.

Sono sempre più numerosi i siti commerciali che, oltre a disporre della pagina Facebook, del canale YouTube o di un account Twitter, espongono anche il contatto WhatsApp per interagire con gli utenti in maniera diretta.
Alcune ricerche hanno confermato che questa soluzione produce dei buoni risultati di affiliazione soprattutto quando si instaura una relazione con il cliente: sarà quindi utile non solo mettere a disposizione questo canale di comunicazione, ma anche dedicare del tempo e delle risorse per conversazioni costruttive con gli utenti.
Alcune strutture ricettive, ad esempio, che hanno avuto l’idea di garantire degli sconti per chi prenota da WhatsApp.   


WhatsApp, semplice e immediato

Tra tutte le applicazioni di messaggistica istantanea disponibili, WhatsApp si presenta come una delle più pratiche in circolazione. É infatti semplice da utilizzare, immediata e veloce, e per questi motivi si presta egregiamente anche per la gestione di gruppi di lavoro e per la comunicazione aziendale.
La chat è sicuramente il punto di forza di WhatsApp: un modo di comunicare gratuito e pressoché esente da problemi come lo spam e il martellamento pubblicitario.

Il feedback dei clienti. Mettetelo al centro della vostra strategia!

20 dicembre 2019 | Posted by Assistenza | No Comments

Come facciamo a sapere se i nostri clienti sono soddisfatti della loro esperienza di acquisto presso il nostro mercatino? Come intercettare il loro giudizio sui prodotti e sui servizi che offriamo?

La strada più breve è chiederlo direttamente a loro attraverso il feedback. Raccogliere il feedback dei clienti è importante per cinque motivi:

  • avere un'idea di ciò che piace e non piace alla clientela;
  • determinare le preferenze dei clienti, mettendo a fuoco cosa piace e cosa non piace loro;
  • una volta emerso cosa funziona o non funziona a detta dei clienti, attivarsi per adeguare la proposta commerciale o il servizio che offriamo;
  • mostrare alla clientela che la loro opinione conta;
  • dimostrare che apprezzate la loro opinione e che vi preoccupate di ciò che hanno da dire. I clienti si sentiranno importanti e assecondati nelle loro necessità.

Quando i clienti vengono ascoltati, è assai facile ottenere un ritorno in termini di maggiori vendite e una migliore fidelizzazione.

Il feedback dei clienti aiuta anche l'azienda a mettere a fuoco i punti di forza e quelli di debolezza dei prodotti/servizi offerti. Dal punto di vista dell'imprenditore, è difficile percepire difetti nella propria attività. Tuttavia, quando si chiede un feedback ai clienti, si riesce a ottenere una prospettiva esterna di grandissima utilità.

Il feedback dei clienti può essere utile anche per valutare le tendenze del mercato, anche a livello di evoluzione tecnologica. Kodak rappresenta un vero e proprio caso esemplare. Negli anni '80 e '90 si entrava nell'era digitale. Le vendite di materiali di consumo presso Kodak stavano diminuendo notevolmente. Kodak decise quindi di sviluppare la sua prima fotocamera digitale, ma rimase concentrata sui suoi prodotti di punta, con i manager che pensavano che il digitale fosse una tendenza della moda che non sarebbe durata. Un errore che farà scivolare il gruppo Kodak nella crisi. Quando l'azienda decise di innovare, era già troppo tardi. Canon o Nikon, che hanno saputo innovare decifrando le tendenze attraverso l'analisi di mercato e il feedback dei clienti, ne sono usciti vincitori.

In altre parole, è importante interpretare le tendenze dei clienti in modo da poterle seguirle con tempismo.

Una raccolta frequente di feedback dei clienti consente di avere sempre un'idea chiara di ciò che funziona nella nostra attività. Con i feedback, le aziende possono adeguare la loro offerta per garantire che il prodotto/servizio soddisfi le esigenze e le aspettative del cliente. I cambiamenti che si mettono in atto possono facilmente aumentare la soddisfazione del cliente, che a sua volta migliorerà i livelli di redditività dell'azienda.

I clienti sono gli attori più importanti della vostra azienda. Per questo motivo è importante tenere conto del loro feedback. Ma raccogliere il feedback dei vostri clienti è solo il primo passo per garantire un'esperienza cliente di successo. Quello che conta è ciò che si fa con i dati raccolti.

SecondHand: un'idea lavorativa che va oltre la moda

18 novembre 2019 | Posted by Assistenza | No Comments

Un numero crescente di consumatori si rivolge ad articoli di seconda mano. Quali sono i vantaggi? Si tratta solo di ragioni di costo, di stile di vita o ambientali? Probabile, ma c’è dell’altro.
La sensibilità di molte persone che non vogliono in alcun modo contribuire alla continua produzione di nuovi manufatti riveste certamente un ruolo determinante. Ma c’è anche, tra i clienti, chi guarda al portafoglio e cerca una qualità elevata a basso prezzo. Le ragioni per acquistare “usato” sono svariate e non tutte evidenti:

  • Migliore qualità rispetto alle merci prodotte in tempi più recenti;
  • Incentivazione del riutilizzo (la forma preferibile di riciclaggio);
  • abbattimento dei rifiuti da imballaggio;
  • Rifiuto del concetto di “usa e getta”;
  • Stile individuale più ricercato, perché i prodotti di seconda mano sono meno “catalogati”;
  • Le cose usate hanno una "storia propria";
  • L'abbigliamento usato fa bene alla salute: lavandolo più volte in anticipo, le sostanze chimiche utilizzate per produrlo sono già state eliminate;
  • L'usato è particolarmente indicato per l'abbigliamento per bambini, che crescono rapidamente.

E visto che è in voga grazie alla crescente consapevolezza ambientale, perché non aprire un negozio di seconda mano?

Know-how: Cosa devo portare con me per aprire un negozio di seconda mano?

La formazione commerciale può essere estremamente utile nel lavoro quotidiano. Se non si possiede un background imprenditoriale, è consigliabile frequentare seminari di start-up o quanto meno chiedere una consulenza formativa ad esercenti con una certa esperienza.

Se si desidera esercitare un'attività autonoma, è necessario innanzi tutto scegliere una forma giuridica, tenendo conto che l’attività d’impresa può essere esercitata come Impresa individuale o come Impresa collettiva.

I negozi di seconda mano vengono aperti generalmente come S.r.l. o più spesso come ditta individuale. Le forme giuridiche differiscono non solo i n termini di tassazione, ma anche in termini di responsabilità e di capitale.

Il primo passo è naturalmente aprire una partita IVA: è la prima cosa da fare, dopo aver stipulato il contratto di affitto per un capannone o per un locale commerciale. Il regime fiscale attribuito dall’Agenzia delle Entrate sarà quello di Agenzia d’Affari. Bisognerà anche fare una S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune dove sarà ubicato il mercatino. È consigliabile far seguire la pratica da un commercialista, il quale potrà anche occuparsi dei conti della partita IVA.

Una volta affrontati i nodi burocratici, si deve passare alla fase operativa. Fondamentale è fare una grande campagna pubblicitaria appena si apre l’attività. È importante che tutti sappiano che ha aperto un mercatino dell’usato in cerca di acquirenti, ma anche di venditori.

L’Agenzia di Affari è di fatto un’agenzia di intermediazione fra il cliente venditore e il cliente acquirente. Fra l’agenzia e il cliente venditore va stipulato un contratto: il mandato di vendita, nel quale sono elencati gli articoli usati e le condizioni legate alla loro vendita (la percentuale di rimborso e la provvigione che tratterrà il mercatino).Il cliente rimane naturalmente proprietario dell'oggetto fino alla sua avvenuta vendita, ma non ne detiene più il possesso, che passa al mercatino dell'usato. L’oggetto andrà custodito “con diligenza”.

A quanto deve ammontare la percentuale provvigionale del mercatino sul prezzo finale di vendita? Ciò dipende da diversi fattori e dalla strategia che il mercatino intende adottare.
Molti mercatini applicano una “tariffa” del 50%, importo sul quale graveranno poi le tasse. Talvolta la percentuale può essere progressiva in modo proporzionale al valore dell’oggetto.
Sostanzialmente si tratta di un contratto fra privati, quindi ogni mercatino può applicare un proprio piano, fermo restando che il cliente venditore (proprietario dell’oggetto di seconda mano) è libero di contrattare o di rivolgersi a un altro mercatino.

Il rimborso al cliente venditore viene riconosciuto solo dopo la vendita, talvolta anche trascorse alcune settimane, per evitare casi direstituzione degli articoli usati. Anche il mercatino incasserà ufficialmente la sua provvigione solo dopo che l’oggetto sarà venduto, fatturandone l’importo al cliente venditore.

Nel caso in cui l’oggetto viene venduto e per 12 mesi il padrone dell’oggetto non si presenta a incassare la propria quota, il mandato di vendita decade e i soldi saranno “confiscati” dal Mercatino. Questa clausola va comunque specificata nel mandato di vendita.

Tra gli aspetti allettanti nell’attività del Mercatino dell’usato, vi è certamente l’assenza di costi di acquisto della merce da vendere (non essendo gli oggetti di proprietà dello stesso). Vanno tuttavia valutati i costi di gestione del locale, dell’eventuale personale (se si punta su un esercizio di dimensioni non ridotte) e della contabilità (in genere affidata a un commercialista), che sono poi i costi normali di una qualsiasi attività commerciale. A conti fatti, un guadagno che va dal 30% al 50% (al lordo dell’IVA e delle spese da pagare) è da considerarsi ragguardevole.

Ricordate di sottoscrivere una polizza assicurativa contro i furti, così da coprire il rimborso ai legittimi proprietari del valore della merce in caso di taccheggio.

Una  raccomandazione: occorre assolutamente evitare di aprireun mercatino nelle vicinanze di altre attività analoghe. È dunque necessario un minimo di valutazione del bacino di utenza in base anche alla dislocazione di eventuali competitors.

Prima di cominciare, è fondamentale scegliere un software gestionale in grado di assisterci nella gestione dell'attività.

Il feedback, uno strumento fondamentale nel commercio elettronico

11 ottobre 2019 | Posted by Assistenza | No Comments

Il fenomeno del commercio online ha conosciuto nell'ultimo decennio una crescita gigantesca, passando dal 3,5% del totale delle vendite al dettaglio nel 2008 a quasi l'11,9% nel 2018. Rappresenta ormai un'opportunità imprescindibile per le aziende innovative, che trovano nel canale elettronico la possibilità di competere adeguatamente con la concorrenza.

Per sfruttare appieno le potenzialità fornite dall'e-commerce è importantissimo offrire al cliente un'esperienza online di qualità. Il modo migliore per farlo è ascoltare, "far parlare" i clienti.

I clienti, infatti, sono la migliore risorsa per comprendere al meglio se un'attività online è in linea con le loro aspettative, sia a livello di prodotti/servizi che sul piano del sito attraverso il quale essi vengono venduti o messi a disposizione.
Lo strumento per monitorare il gradimento dei clienti è il feedback.

Il feedback è la strada da percorrere per ottenere maggiori conversioni online e una migliore fidelizzazione dei clienti. Rappresenta un modo ottimale per raccogliere informazioni dettagliate e significative sui clienti, permettendo di mantenere il canale online aggiornato con le aspettative del pubblico. Raccogliere il giusto feedback dei clienti, tuttavia, richiede un'attenta pianificazione e una conoscenza approfondita del processo che i clienti compiono quando acquistano un prodotto su un sito Web.

Diamo un'occhiata ad alcuni dei vantaggi dell'utilizzo di uno strumento di feedback sul vostro sito web o nelle applicazioni mobili.

1. Trovare i punti di attrito in tutte le fasi dell'esperienza online

Le esperienze online degli utenti dell'e-commerce sono in rapida evoluzione. Le visite sul Web sono diventate sempre più lunghe e complesse. Le aziende di e-commerce non possono più concentrarsi sull'acquisto in sé, come hanno fatto in passato, ma piuttosto sulla massimizzazione dei benefici di ogni fase. Il successo a lungo termine inizia con la comprensione delle opportunità del mercato di base e dei potenziali punti di attrito.

L'esperienza di acquisto online può essere divisa in diversi momenti cruciali, durante i quali il cliente matura un'impressione della vostra azienda o del vostro marchio:

  • quando cerca un prodotto/servizio tra le pagine dei motori di ricerca;

  • quando acquista effettivamente il prodotto/servizio;

  • quando lo riceve in una particolare confezione (che può influenzare la sua impressione);

  • nel servizio post-vendita (consegna ed eventuale reso).

Per un percorso lineare sul sito web o nell'applicazione, questi momenti speciali devono svolgersi senza intoppi per il cliente.

Il feedback gioca un ruolo decisivo in questo senso. La raccolta di feedback durante questi momenti vi darà le migliori intuizioni su come ottimizzare e migliorare queste delicate fasi.

Per ottenere un buon feedback è indispensabile porre buone domande. è fondamentale una strategia intelligente di inoltro delle domande. Se capite meglio gli aspetti critici affrontati dai vostri clienti, potete rispondere meglio alle loro aspettative e migliorare così la loro esperienza d'acquisto.

2. Aumento delle conversioni online

Dalla cattura dei lead e dalla loro analisi è possibile ottenere un aumento delle conversioni. Il feedback dà una visione profonda degli aspetti critici della vendita online e fornisce gli strumenti per apportare modifiche significative ai principali nodi del processo.

Prima di tutto è un buon modo per ridurre il fenomeno dei "carrelli abbandonati", che si verifica in quasi il 77,3% degli ordini online. Con l'aiuto dei moduli di feedback di uscita è possibile ottenere informazioni sul motivo per cui i visitatori abbandonano l'ordine. Questi moduli vengono richiamati quando è chiaro che il visitatore sta cercando di lasciare la pagina o il sito web, ad esempio spostando il mouse nella direzione del tasto di uscita o della barra degli URL.

Con questo genere di feedback è possibile monitorare la situazione in tempo reale e intraprendere azioni immediate per migliorare le prestazioni del sito web e di conseguenza l'esperienza del cliente.

Va osservato che l'aumento delle conversioni è spesso dovuto ai continui miglioramenti agli aspetti critici del processo di vendita online e nelle pagine web; il che significa che il vostro sito web (o la vostra app) non dovrebbe essere un mezzo statico, ma uno strumento in continua evoluzione.

3. Un aiuto per catturare i lead e chiudere il loop

Una soluzione di feedback che fornisce funzionalità in tempo reale offre ai responsabili dell'e-commerce un enorme vantaggio competitivo. Non solo riduce i tempi di risposta tra il venditore e i clienti (il che tende a migliorare la fedeltà dei clienti), ma permette anche di "catturare" l'attenzione dei visitatori mentre sono sul sito di e-commerce.

Se un cliente non ha raggiunto il suo obiettivo di acquisto sul vostro sito web ma vi ha già fornito le sue informazioni di contatto, vi dà un'opportunità unica per tentare di risolvere rapidamente la situazione e accompagnare il cliente alla conversione. Questo è forse uno dei fattori più critici dell'e-commerce management.

L'ultimo passo da compiere, naturalmente, è quello di chiudere il cerchio con il cliente. I vostri clienti si aspettano che la vostra azienda fornisca sempre una risposta al loro feedback. Un aspetto da non sottovalutare.